Stress è una macchia che si allarga dalle mani agli occhi, e dagli occhi prova a prendere tutta la mente.

E’ il rumore che non ci fa sentire la bellezza del silenzio, e se il silenzio arriva ci fa irrigidire nella paura della catastrofe imminente. E forse una battuta e una risata non riescono a mandarlo via, a rompere il guscio appiccicato, ma forse un po’ di colore entra, e non ne rimaniamo sommersi.

 

N.B. Se vi state chiedendo di chi è questa magnifica immagine, andate qui: http://-az.deviantart.com  e ne troverete anche altre. Già che ci siete, se non lo conoscete, potete farvi un giro su Deviant Art, http://www.deviantart.com/, un magnifico sito pieno, pienissimo, straboccante di immagini e testi di tutti i tipi lingue pulsioni.

Il titolo riprende il più famoso “Sesso, bugie e videotape“, film che nel 1989 prese la Palma d’Oro a Cannes; non posso dimenticare che dopo esserlo andato a vedere, ed essendomi annoiato a morte, decisi che Cannes era decisamente inaffidabile, e da quel giorno non ho più dato grande fiducia ai francesi. 

Il film in oggetto - “Amore bugie e calcetto“, invece, è assolutamente divertente e piacevole.

Prendendo spunto da una squadra, alquanto scalcinata ma non del tutto, di calcetto, entra nei turbamenti degli amori dei principali calciator-protagonisti. E’ un film italiano decisamente buonista e con lieto fine, per cui il 50enne (Bisio) che si mette con la 20enne compagna di scuola del figlio alla fine la lascia per tornare ai mulieri rifugi, ma è tutto trattato in modo esilerante e, soprattutto, drammaticamente realista.

I problemi di una coppia alla nascita del secondo figlio sono di lezione a tutti. Le statistiche ci dicono che una quantità impressionante di coppie divorzia proprio in questo momento, per cui… chi ci pensa veda prima il film!

La crisi dei 40 anni deve essere ormai diventata dei 50, e Bisio è semplicemente divino, con una moglie killer assolutamente strepitosa che è la Finocchiaro. E’ anche strepitosa la ragazza per cui la lascia, ma si sa, sarebbe stato troppo cattivo lasciarlo con lei, per cui per nostra soddisfazione la vediamo distrutta dall’essere lasciata…

E poi un ragazzo che da ragioner “Precisetti” diventa fantasista all’attesa del figlio, i problemi di una piccola società che viene attaccata dagli squali di grandi dimensioni….

…ma chi l’ha detto che per dire cose vere ed importanti bisogna per forza essere seri???

Mani che scivolano
sul tuo volto.
Sorriso sereno riflesso
nelle carezze, nell’acqua.
Perdersi insieme
nel senza tempo, nel mare.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E quando è pioggia fitta
Sul sax soprano, sul jazz leggero
E quando le mani si bagnano
   di fatica, d’eccitazione
Allora puoi, guardando fuori
   dal finestrino nascosto nell’acqua
Guardando dentro, curiosando
  la vita degli altri
Puoi toccare le luci
   rosse delle auto
   rosse delle labbra
E sentire e capire perché
E sorridere a tempo
   finalmente a tempo.

Un vecchio successo ormai dimenticato, ma con un bel video, che vi propongo… Sono gli A-Ha con “Hunting High and Low”. Nel video ci sono dei bellissimi morphing da uomo ad animale, e viceversa… non male per un video vecchio di vent’anni!

 

Se a qualcuno interessa, qui c’è il testo, per nulla male:

 

“Hunting High And Low”

Here I am
And within the reach of my hands
She sounds asleep and she’s sweeter now
Than the wildest dream could have seen her
And I Watch her slipping away
Though I know I’ll be hunting high and low

High
There’s no end to the lengths I’ll go to
Hunting high and low
High
There’s no end to lengths I’ll go

To find her again
Upon this my dreams are depending
Through the dark
I sense the pounding of her heart
Next to mine
She’s the sweetest love I could find
So I guess I’ll be hunting high and low

High
There’s no end to the lengths I’ll go to
High and Low
High
Do you know what it means to love you…

I’m hunting high and low
And now she’s telling me she’s got to
go away
I’ll always be hunting high and low
Hungry for you
Watch me tearing myself to pieces
Hunting high and low

High
There’s no end to the lengths I’ll go to
Oh, for you I’ll be hunting high and
low


Vado veloce
Luci rosse affilate
solleticano la mia lingua
Goccioline di sangue arabescano il selciato
punteggiano facezie
il salato è collana, e alfabeto speziato.

(^^)

lupo

 

 

Nella città, brusio eccitato

al di là delle mura, è silenzio

e il basso ululato di un lupo – libero

 

 

 

 

(^)

L’altra sera ho visto un vecchio film di Michelangelo Antonioni, “L’Avventura”, del 1960.

E’ un magnifico film in bianco e nero, dalla fotografia (di Aldo Scavarda) semplicemente fantastica: ogni inquadratura aveva il valore di una foto in quanto tale.

La storia è piuttosto semplice: un gruppo di persone su una barca, giovani e ricche  si ferma su un’isola vulcanica, ma al momento di partire, una delle ragazze non si trova più. Il resto del film è sulla ricerca di Anna, questo il suo nome, un po’ per tutta la Sicilia. Alla ricerca vanno il suo amante/fidanzato e la migliore amica di lei, Monica Vitti giovanissima e splendida. Anna era incerta sui suoi sentimenti per il suo amante Sandro, e questo rimane per un po’ sospeso sulle immagini, sulle ragioni della scomparsa.


Il film è tipico di Antonioni, molto lento, molto visuale. In qualche modo, celebra la dimenticanza, quella che viene prodotta dal fluire della vita. Così le persone progressivamente le dimentichiamo, come succede ad Anna, che è  inizialmente lo scopo della ricerca, poi la donna di cui si teme il ritorno, per poi finire del tutto dimenticata.

In un certo senso, il film è anche l’allontamento dalle persone per perdersi nei luoghi. L’isola di Lisca Bianca è quasi un personaggio a sé, come poi la barocca Noto. Le rocce vulcaniche, rimarcate dal bianco e nero della fotografia, rendono ancora più aliene le persone, in particolare aliene a loro stesse.  E già la ricerca ne viene influita: si guarda blandamente dappertutto, ma senza convizione, come se si stesse su un non-luogo che rende inutili gli sforzi di volontà.

All’inizio, poi, vediamo un gruppo, poi sempre più persone isolate…

Alcune cose piacevoli del film: di fronte ad una osservazione di Giulia come “Una volta le isole Eolie erano vulcaniche”, un altro personaggio risponde con “Sei così didascalica…”. Sfido chiunque a ricordare l’ultima volta che ha usato o sentito questo termine nel linguaggio parlato! :-)

C’è anche un certo sentore di inquietitudine, intorno al personaggio dell’amante di Anna, che a volte mostra un carattere strano, ribelle, deviante, come quando getta per gioco una boccetta di inchiostro su un disegno, e sfida poi il giovane autore. O quando, alla fine, si perde nelle braccia della femme fatale, in modo del tutto inutile. Però è un sentimento inutile, poco usato nel film, che rimane come una sorta di rumore di fondo.

Ed anche l’amore di Claudia/Monica Vitti per Sandro/Gabriele Ferzetti è strano, inconsistente, senza una ragione. Anche questo rumore di fondo.

Alla fine, quello che rimane, sono le rocce dell’isola, e i monumenti un po’ sbrecciati di Noto. Un film così classico, che alla fine lascia un gusto da fantascientifico post-bomba. E l’immagine finale, statica, immobile, è dominata non dalle persone, ma dall’Etna pieno di neve - bello e pericoloso.

Assolutamente da vedere.

gatto con ragazza

Guarda le mani, fissa gli occhi
pronto alla fuga se li apri
salta di sasso in sasso
fermo di fronte a te
per un minuto, e uno ancora
e alla fine, cauto ma non del tutto
ti salta in grembo
finalmente soddisfatto!

foto da di Strawberrymaya su Flickr

tatuaggioCorrimano d’acciaio, immagine riflessa
translucida e transposta
ci si aggrappa salendo
mentre con gli occhi registra l’intorno
un seno appena trattenuto, un tatuaggio

su un piede, un libro aperto con foto
che nessuno comprerà, il caldo che pian piano
esce dalla finestra
e in cambio odori nuovi
odori della notte

ma non cambia l’indeciso
tocca tutti i libri
copertine bellissime, titoli rutilanti
promesse di magia, avventura o forti
emozioni: la morte, la ricerca
come questa che va da nessuna parte
in apparenza
però i passi non sono più casuali

lo vedi che torna, li annusa
ormai sono pochi i libri che mira
ne prende uno, lo tiene
poi indeciso è lento a poggiarlo
e con l’occhio è già tornato
all’altro
è una battaglia tra pochi
pochi misteriosi libri
chissà quale
rimarrà ancora misterioso dopo
talvolta due pagine e delusione

ma ora eccolo, due libri
e gli occhi finalmente liberi
e senza saperlo, sorride
a se stesso che ha scelto, ad una ragazza che lo guarda
come fosse anche lui copertina
ma non sa di avere un titolo
e così
va via
leggendo pagine, e pagine
e pagine di libri

mancando il bel piede tatuato
che sceglie ancora
e anche lui
va via.

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