Meditazione guidata sulle dispute

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Meditazione guidata sulle dispute

Ajhan Amaro, oltre che essere l’abate del monastero Amaravati in Inghilterra è anche un prolifico scrittore di libri di grandissima qualità e utilità nella pratica. Del magnifico libro “Piccola barca, Grande montagna” parleremo in un’altro post, oggi vorrei parlare di una serie di quattro libricini relativi ai quattro brahmavihara, le dimore sublimi del buddhismo, detti anche “i quattro incommensurabili” perché è senza limite il benificio della loro pratica. Questi sono così elencati nelle scritture buddhiste:

  • Mettā: gentilezza amorevole, benevolenza, accettazione radicale, non avversione.
  • Karuṇā: compassione, empatia, riconoscimento della sofferenza degli altri.
  • Muditā: gioia altruistica o compassionevole,  gioia per la fortuna degli altri.
  • Upekkhā: equanimità, premurosa uguaglianza mentale, serenità  in mezzo a tutte le turbolenze.   

Il primo di questi libri tratta proprio della gentilezza amorevole, ma affrontandolo a partire dai suoi opposti, le contese – o dispute, e la presunzione. Il titolo infatti è I’m right, you’re wrong” (“Io ho ragione, tu sbagli!”). E’ un punto di vista incredibilmente utile: normalmente la gentilezza amorevole viene affrontata tramite la meditazione metta, di cui in fondo alla pagina riporto delle risorse.

L’obiettivo è quello di farci entrare in contatto con le nostre avversioni, che tanto hanno a che fare con la rabbia e il sentimento di distacco dagli altri. 

Di seguito vi è una meditazione guidata semplice nella forma, ma molto profonda nel contenuto e nella sua abilità di farci rimuovere gli ostacoli.

 

Qui è  disponibile una registrazione della meditazione guidata:

Buona pratica!  

Meditazione guidata

Traduzione del capitolo 2 di  “I’m right, you’re wrong” (“Io ho ragione, tu sbagli!”), di Ajahn Amaro

 

Accomodati e siediti in una posizione agevole per la meditazione: gambe incrociate, in ginocchio o su una sedia, nel modo che preferisci.

Prima di tutto, dedica un momento per notare come ti senti. Aiuta sempre considerare brevemente come sia l’umore. Ti senti ispirato? Stanco? Felice? Depresso? Qualunque sia il modo, prendi un momento per notare qual è il tono, lo stato d’animo di questo momento.

Senti la presenza del corpo. Com’è? Sembra leggero? Pesante? Comodo? Scomodo? Caldo? Freddo? Com’è? Nota cosa hai portato qui con te. Qual è il tuo punto di partenza? Riconoscendo che questo è il materiale con cui stai lavorando, questo corpo, questa mente, puoi lasciare le tue azioni, le tue attitudini, guidare il corpo e la mente verso ciò che è utile e benefico per te.

Ora senti la presenza della spina dorsale. Porta l’attenzione sulla colonna vertebrale. Invita il corpo a sedere dritto. Permetti alla spina di allungarsi, allungata fino alla sua piena estensione naturale.

Porta la qualità della lucidità e dell’attenzione a ciò che stai facendo, aiutando a illuminare ed energizzare il corpo, la mente.

E quindi, intorno alla spina come colonna centrale, l’asse del tuo mondo fisico, prenditi qualche momento per permettere al corpo di rilassarsi in modo naturale e completo. Rilassa i muscoli della faccia, del collo e delle spalle.

Rilassa le braccia e le mani.

Rilassa il tronco del corpo. Lascia che il torace sia un po’ più aperto, l’addome soffice e rilassato, libero da tensioni.

Le anche, le gambe: allentale e rilassale. Invita l’intero corpo ad essere a suo agio, a sistemarsi in questo particolare momento, in questo particolare luogo. Datti il permesso di lasciar andare tutte le tensioni, di essere sveglio, facendo attenzione allo momento presente.

Per sostenere, o stabilire, questa attenzione nel presente, prendiamo un semplice oggetto di meditazione,  come la sensazione del respiro. Senza cambiare o modulare intenzionalmente il respiro, lascia che il ritmo naturale della respirazione sia il centro dell’attenzione per i prossimi momenti, sentendo ogni inspirazione, ogni espirazione. Invita la mente, l’attenzione, a riposare e sistemarsi in questo momento presente; il peso del corpo, il respiro che entra ed esce – la semplicità di questo momento.

Quando ti accorgi che l’attenzione si è spostata, lascia andare ciò a cui la mente si è aggrappata, torna al momento presente, permettendo al respiro di essere il punto centrale, una bandiera che segna questo preciso momento. Hai stabilito l’intenzione di seguire il respiro, ma poi scopri che la tua mente si sta distraendo. La prossima cosa che conosci, stai pianificando la prossima settimana, ricordando una conversazione di questa mattina presto, un film che hai visto ieri sera, la casa di tua nonna in una nazione straniera.

Ogni qual volta noti che la tua mente si è allontanata in questo modo, vedi se puoi seguirla. Vedi se puoi tracciare la catena di pensieri che hanno portato a quella associazione.

Segui la serie di pensieri e associazioni per vedere da dove viene l’associazione. Viene da un suono? Una sensazione nel ginocchio? Un ricordo casuale di un profumo?

Ogni volta che trovi qualche tipo di catena di associazioni, di proliferazioni concettuali, vedi se puoi seguirla, tema per tema, pensiero per pensiero, per vedere da dove viene.  

E una volta che sei arrivato alla radice, quando tu riconosci: “Era soltanto quel suono! Era quella sensazione nel ginocchio!”, rimani con quella percezione per un momento. Rimani con quel semplice riconoscimento. Senti il suo tono, la sua ordinarietà. Quindi, dopo un momento, lascia andare. Ritorna al respiro. Ri-stabilisci l’attenzione nel presente.

Puoi estendere questa pratica un ulteriore passo avanti per esplorare la qualità del conflitto deliberatamente portando alla mente un evento che ha avuto un grande impatto su di te, qualcuno con cui hai discusso, un ex-partner, un genitore, un figlio, un collega, un monaco. Porta alla mente qualche occasione di conflitto, di differenza di opinioni. Non serve l’intera storia, soltanto il più breve dei pensieri, una parola o un paio di parole: “Quella discussione”. Quindi  vedi, nota, senti la catena di pensieri e di sensazioni che si attivano quando deliberatamente lancio il flusso di papañca, delle proliferazioni mentali.  Quando la mente è attratta in questo flusso –  in questa alluvione di associazioni al punto in cui ti ci sei perso – fermati! Quindi vai all’indietro a seguire ogni catena, ogni collegamento, dove è iniziato forse da una singola parola. Come è irrilevante, ordinaria, quella parola originale, e pure ha potuto dar luogo a questa inondazione, un oceano di associazioni, con le loro qualità di pressione, tensione, stress. Quando noi andiamo indietro a quella semplice singola parola, quella singola idea, come ci sentiamo? Qual è il tono? Qual è la qualità alla radice, prima che tutti i pensieri e le associazioni prendessero il via?


Risorse

Il testo completo di Ajahn Amaro, in inglese, è disponibile sul sito del monastero Amaravati, in diversi formati (pdf, epub, mobi).

La meditazione metta è disponibile quale meditazione guidata in audio da:

Vale la pena di leggere anche i seguenti testi, provenienti entrambe dalla pagina degli insegnamenti del sito del monastero Santacittarama, di cui consiglio una frequentazione assidua:

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