Come fare un proposito dell’anno nuovo… e mantenerlo!

buddhismo

Come fare un proposito dell’anno nuovo… e mantenerlo!

Oggi è il primo gennaio del 2018, quale migliore occasione di fare dei buoni propositi? I quotidiani e le riviste sostengono che sia tutto facile, il Guardian  sostiene che “Anyone can change any habit” – tutti possiamo cambiare qualsiasi abitudine, ma sappiamo bene che una volta stabilito di fare qualcosa, poi faremo di tutto per non farla davvero!

Possiamo farci aiutare dal Dhamma per sperare di realizzare questi propositi? Proviamo!

Serve solo un foglio (meglio ancora un diario), una matita e tanta buona volontà!

Definiamo i nostri obiettivi più importanti

Prendiamoci qualche minuto di meditazione. Mettiamoci seduti in modo comodo (su una sedia, un cuscino, un panchetto, non importa, purché comodo) e semplicemente seguiamo il respiro che entra e che esce, mantenendo l’attenzione su di esso.

Una volta che siamo più calmi e tranquilli, prendiamo un foglio e scriviamo in alto al centro “I miei obiettivi più importanti“, mettendoci tutta la nostra migliore intenzione. Sotto scriviamo le parole chiave dei nostri desideri più importanti, più profondi:

I MIEI OBIETTIVI PIU' IMPORTANTI 
Parola chiave 1: ...............................

Parola chiave 2: ...............................

Parola chiave 3: ...............................

Parola chiave 4: ...............................

Parola chiave 5: ...............................

Facciamo lo sforzo di scrivere soltanto una parola o poco più, non una frase intera. Lasciamo la mente libera di toccare i nostri bisogni più essenziali, realmente importanti: famiglia, lavoro, vita spirituale, miglioramento di noi stessi, la salute… Non importa se sono parole o temi che altri potrebbero criticare, lo stiamo facendo per noi, proviamo a mantenere un approccio non giudicante.

Valutiamo se sono salutari per noi e gli altri

A questo punto abbiamo una mappa delle cose che più vorremmo cambiare. Vale però la pena di valutare se i cambiamenti saranno veramente positivi per noi e le persone che ci circondano. Il Buddha ha spiegato come dobbiamo trattare i pensieri nel Dvedhāvitakka Sutta, “Due specie di pensiero” (che è possibile leggere integralmente su Sutta Central in italiano): ciò che una persona considera e pondera a lungo, influenza la mente, per questo è importante capire se i nostri pensieri sono salutari o no. Il Buddha racconta come decise di fare la sua pratica: “E allora divisi da un lato il pensiero dell’insistere, del danneggiare e dell’infuriare, e dall’altro il pensiero del rinunciare, del non danneggiare e del non infuriare.

L’obiettivo che ci siamo posti è un obiettivo che può danneggiare noi o gli altri? Può portare dolore o ansia o preoccupazione? O invece va nella direzione di lasciarci più liberi, più sereni, capaci di accogliere maggiormente quanto succede in modo equanime, di essere più benevolenti e ricchi di gratitudine, di rinunciare alle cose non salutari? Sono questi gli aspetti della Retta Intenzione (Samma Sankappa) – parte dell’Ottuplice Sentiero, che possiamo usare come bussola per le azioni.

Per ognuno dei cinque obiettivi che ci siamo posti, poniamoci queste domande, proviamo a scrivere in che modo ci fa più liberi e sereni nei nostri confronti e quelli degli altri e invece in che modo ci può aumentare le preoccupazioni, la rabbia, la possibilità di fare del male.

Non è sempre semplice capirlo; potremmo ad es. volere una promozione al lavoro, che potrebbe portarci maggiori responsabilità, più spazio per aiutare altre persone, o magari invece limitare il nostro tempo per la famiglia, dover essere ancora più soggetti a ricatti etici. Potrei voler raggiungere un obiettivo perché sento che mi libera, ma forse è solo un altro modo per consolidare la mia immagine positiva verso gli altri, un’ulteriore laccio. Talvolta vi sono sia aspetti salutari che non salutari, dovremmo essere capaci di capirli entrambi, per poter raggiungere quell’obiettivo in modo da mantenere gli aspetti che ci fanno crescere, che ci nutrono, abbandonando gli elementi che ci allontanano dalla pace e la serenità.

Anche per analizzare questi aspetti possiamo usare la meditazione. Possiamo di nuovo sederci in una posizione stabile e comoda, portando l’attenzione sul respiro. Quando saremo più calmi, lasciamo la mente libera di osservare i nostri pensieri, vedendo come sorgono, sono presenti per un po’ e poi scompaiono. Dopo qualche tempo, proviamo a dire mentalmente la parola chiave che abbiamo scelto, e osservare i pensieri che sorgono: è come se avessimo tirato un sasso in uno stagno, ed osservassimo i cerchi che muovono l’acqua. Osserviamo soltanto, non dobbiamo pensare e rimuginare; ogni tanto ripetiamo la nostra parola chiave, e nella calma della contemplazione osserviamo che forma hanno i cerchi che si formano nello “specchio d’acqua” della nostra mente.

Usciti dalla meditazione, trascriviamo quanto abbiamo visto, ci aiuterà a definire meglio la nostra intenzione.

Proviamo a raggiungere i nostri obiettivi

Ora sappiamo dove andare, con obiettivi che sappiamo ci aiuteranno nella vita! Per raggiungerli, cerchiamo di farlo un passo dopo l’altro, senza volerli avere subito. Siamo realistici: non sono presenti adesso, dobbiamo creare i presupposti per raggiungerli, una cosa che non si fa in pochi giorni! Cerchiamo quindi di fare azioni positive:

  • Facciamo piccoli passi, scegliendo azioni che sappiamo possiamo raggiungere; se vogliamo dimagrire, cominciamo a porre l’attenzione sul cibo, riducendo piano piano i cibi meno salutari, e non speriamo di perdere 10 chili in un mese; spesso porre obiettivi troppo ambiziosi è un modo per sabotare le nostre intenzioni, per dirci poi “vedi, non sei capace di arrivarci”.
  • Siamo compassionevoli con noi stessi, cambiare abitudini è un’operazione lenta e spesso potremo non rispettare quanto ci siamo prefissi; quando ce ne accorgiamo, piuttosto che accusarci, proviamo a porre di nuovo l’intenzione; ogni problema che esce, è un’occasione per conoscerci meglio, per poter capire da cosa siamo condizionati.
  • Teniamo un diario. In questo modo possiamo vedere come stiamo procedendo, se effettivamente ci sono progressi, i risultati che emergono da questa nostra pratica. Scriviamo gli obiettivi in un foglio che possiamo vedere tutti i giorni, per ricordarcene meglio.
  • Scegliamo dei momenti di controllo. Proviamo a stabilire dei momenti in cui andiamo a vedere quanto ci siamo avvicinati ai nostri obiettivi, in modo da non perderli di vista.  Stabiliamo quando fare questa verifica: una volta alla settimana, meglio ancora in concomitanza della  luna nuova e della luna piena, giorni che nel buddhismo vengono usati per osservare la nostra aderenza ai precetti. Senza questo controllo, potremmo semplicemente dimenticarci delle nostre intenzioni!
  • Facciamoci aiutare. Diciamo le nostre intenzioni ai nostri cari, agli amici, a chi ci potrà dare un aiuto effettivo. Non saremo più soli, potremo usare la loro forza per i momenti in cui i risultati non arrivano e trovare modi nuovi di raggiungere gli obiettivi.

 

Ogni giorno è un giorno nuovo, è sempre un buon momento per osservare se vogliamo cambiare qualcosa nella nostra vita, ed iniziare a farlo davvero!

 

Figura:  ‘Habits are freeing and energising and really powerful’ Illustration: Neasden Control Centre

 

 

 

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