La Salita di Nathan

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La Salita di Nathan

Vi propongo un racconto che ho scritto per partecipare alla competizione di Minuti Contati, dove è stato proposto un tema, “Sangue e Redenzione” per scrivere racconti brevi di 4000 caratteri.

 

La salita di Nathan

Lunedì 15 aprile 2019, mentre bruciava Notre-Dame de Paris

 

Dopo tutto il giorno, il tempio ancora bruciava.

Nel fumo scuro e spesso si vedevano a tratti delle stelle di fuoco, l’incendio aveva trovato qualcos’altro da prendere, che nessuno vedeva. Non si poteva entrare tra le macerie senza morirne, e a molti era successo, sperando di salvare qualche reliquia, qualche arredo, di poter dire una preghiera che avrebbe fermato le fiamme. E  forse per un po’ erano anche riusciti a prendere qualcosa, a dire una parola, ma poi la morte li aveva trasformati, anche loro fiamme, piccole scintille nel cielo.

«Non vuole smettere, brucerà per sempre», pensò Nathan salendo lungo il sentiero con gli occhi fissi sulla cupola distrutta. «All’inizio le stoffe, poi il legno, ma ora cosa c’è che continua a bruciare?»

Nella notte,  il caldo dell’estate. Sulle sue spalle, il caldo di un agnello, il suo alito nelle orecchie a suggerire di salire ancora, che la strada non era stata percorsa tutta.

Davanti a Nathan, e dietro, una lunga processione di ragazzi e ragazze, ognuno con un agnello addosso e un coltello nella cinta. Gli anziani lo avevano detto subito: soltanto il sangue di un grande sacrificio potrà fermare il rogo, quel diavolo danzante che aveva riempito lo spazio, tolto il respiro.

Un momento, una folata di vento più leggera: «Ecco che passa un angelo, ma anche lui è impaurito, non riesce ad avvicinarsi al tempio».

Nathan poteva sentire Gabriel davanti a lui pregare con devozione, nella certezza che raggiunta la cima del monte lo avrebbero fermato: il diavolo sarebbe stato vinto. Ed infatti camminava già con la mano sul coltello, ad avvolgerlo con le parole rituali, che la mente e il corpo fossero unite nel momento in cui la vita dell’agnello sarebbe volata a fermare il tempo, a scacciare il disastro, a far tornare il Vincitore.

Nei suoi passi, Gabriel era bello, così assorto, illuminato dai fuochi e dalla fede, ma Nathan faceva fatica a stargli dietro, inciampava, si fermava a guardare il rosso delle nuvole ferme sui muri infranti, sulle vetrate cantate dai poeti, ormai tutte spaccate dal calore. Salire  sembrava impossibile, ma ogni volta che Nathan si bloccava, il suo agnello iniziava a belare, come se sapesse che non era cosa da farsi, e così strascinando i piedi saliva ancora, lo sguardo sempre più vitreo.

“Nathan, stai attento!”, disse Sarah prendendolo per un braccio, mentre lui rischiava ad ogni passo di cadere. Che strano vederla così seria, col coltello a fianco, lei che era la prima danzatrice, la prescelta per trasformare ogni verso del cantore in passo di danza e ogni passo in preghiera.

Per qualche momento Sarah si mise al suo fianco. Una rapida carezza passò dalla mano di Nathan al suo volto, un sorriso nascosto dietro la stanchezza, e che Sarah ricambiò con timidezza, mentre con gli occhi già cercava il suo promesso, il cantore.

E la salita era finita. Davanti ai due ragazzi sfilavano i devoti, Gabriel coltello veloce lanciava il suo agnello nel baratro, dopo averne fatto scorrere il sangue nel gran vaso  a forma di toro. «Vai, Nathan, tocca a te», disse Sarah spingendolo appena, con la punta delle dita, la strada ormai completamente camminata.

A Nathan sembrava che l’agnello avesse già detto tutto, ma a sentire l’odore del sangue quello si era bloccato, irrigidito, spaventato. Si guardarono l’un l’altro, inorriditi, con i piedi tra la montagna e il vuoto. E fu un attimo: Nathan lanciò l’agnello tra gli alberi, dove scappò veloce. Si girò a guardare Sarah e le sorrise, proprio mentre si affondava il coltello nel cuore, cadendo giù, quasi lentamente, e mentre cadeva, e mentre moriva, tornava a quel momento maledetto in cui aveva deciso di bruciare il tempio per non far danzare Sarah con il suo amato, per non farli sposare.

Mentre cadeva, gocce di pioggia iniziarono a scendere sul suo viso e sul tempio, il sacrificio completato, Nathan redento.

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