Sat 9 Aug 2008
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Ampolla
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Quando si serve ghiacciato
nel bicchiere lungo a far salire
il pérlage, gli accenti dimenticati
gli ottavi di tono che salgono a far fronte
l’intemperanza del freddo, il blandire
la lingua discreta
duttile si serve
liquido sì, ma cremoso
d’Arabia la crema pastosa
salva i malanni sana i peccati
il terzo che il filosofo
uomo diceva servisse a
chi versa ora il liquore
limpido
sorridendo e le mani calde
posso anche credere che
le petit diable piano piano si muove
sul muschio bagnato e lo raccoglie
nell’ampollina gelosa sotto il braccio
a te lo ha regalato
“attenta” disse sorridendo “al calore
che quando manca dà l’oblio ma
se abbonda tutto il parlottare dei sassi
si versa sulla stradina di campagna
che ho fatto per te, per darti questo
velenotto del brusio: e tu
stai attenta al calore”.
Forse a questo pensi
così tranquilla sembri ma solo sembri,
perché dovrei bere se tu non?
Non ti credo più, anche quando
cose dolci, un po’ amare
nel bicchiere e nelle tue parole non vi è mai
un sapore solo.
Fammi bere, con piacere toglimi
i tuoi non miei rimorsi.
Ma ecco
le tue mani sono calde
e sulle mie labbra scorre caldo
e scorrendo brucia: tutto. |
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