Sat 9 Aug 2008
(d’inverno (in un paese (piccolo)))
Posted by stefano under poesie
(d’inverno (in un paese (piccolo)))

Il freddo intenso d’Avignone
battuta dall’acqua, che vince sempre,
non entra in questa stanza
dove anche i suoni bruciano
col fuoco del camino: e scalda ogni cosa, e noi.
Gli odori sono forti, comunque,
e vanno su per gli scalini,
quei tanti scalini sparsi a ricordo
di quanto salire si deve.
La finestra chiama il cielo,
invita la nebbia, pastosa,
che venga anche lei a bagnarci;
noi la tocchiamo con amore
rattile, il bosco esile contenitore
da cui scappare, ingrata
e ci segue
ma non c’è posto, qui.
Giù nel portone si aspetta che spiova
e quando l’ultima goccia
declina il suo verbo sulla moto
parcheggiata con una certa ignavia,
si risale
e non è facile danzare salendo
ma si può, e se non è facile
basterà salire più lenti.
Ora che è notte e la luna è quella
del ciocco che prima brucia e poi cade
si possono dire le cose
nella nebbia ovattate, nella pioggia
ubriache: qui ritrose vanno ad accendere
il fuoco di nuovo, e sono qui
sul basso continuo del vento
che si posano educate:
è bastato salire più lenti.
Il paese dorme
quasi come noi, pur svegli.
Non siamo nella Francia del sud
che prende l’acqua dal mare e i desideri
del viaggio, le navi e l’odore
del pesce fresco e la sabbia
fredda con le sue erbe selvatiche.
Non è neppure più il momento
di viaggiare, l’incerto scopo dell’andare
scomparso col vento;
sediamoci, quindi
a prendere il caldo
e dopo dormiamo anche noi
anche noi più tranquilli,
con il paese e il piccolo male del cielo
dormiamo.