Segni

lago
Guarda! Quei segni lasciati
sul vetro, lasciati nel cuore
scolpiti dai ricordi
incessante altalenare del ghiaccio
del desiderio,
ricreati un po’ diversi
più staccati ogni volta, graffiati
come le strisce – sulle rocce
è l’acqua, è il tempo
spaccati dal Sole
rumori al freddo della sera, incostanti

quei segni che sembrano te
ma invece
lontano e rigido si portano il tempo
scosso
dalla nebbia poco romantica della montagna
piena di paura, senza appigli
andare e non vedere nemmeno quei fiori
sbocciati oggi, solo per oggi,

e poi aver cura
non dei segni
ma dei passi ben lenti
salita leggera, sulla roccia, e la cresta
a vedere quel che c’è
un limpido vuoto
che ti avvolge, che è in te
e non deve leggere, né capirli,
i segni
per essere vuoto, e limpido, e te.